“Il comune di Siena deve riprendere l’idea di “bene comune” per il patrimonio culturale, in relazione a tutti quei beni storici, artistici e architettonici che sono un’eredità collettiva da proteggere e valorizzare per tutti, in particolare per le future generazioni – spiega Piero Savorgnan, vicepresidente di Italia Viva area senese intervenendo sulla privatizzazione della cultura -. L’amministrazione senese cosa aspetta nel promuovere politiche che non vedano il patrimonio come una merce da vendere al miglior offerente, ma come un valore da tutelare, gestire e far vivere, attraverso delle politiche mirate. La cultura deve essere una prerogativa dell’amministrazione Fabio. Purtroppo, emerge una scarsa sensibilità nella tutela e nella promozione del bene culturale”.

“L’amministrazione comunale di Siena – precisa il delegato alla cultura di Italia Viva Christian Pio Ventre – mostra una mancanza di un progetto culturale coerente e a lungo termine. L’assenza di una strategia chiara per la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino ha comportato scelte spesso contraddittorie e senza visione.

Un esempio lampante è la gestione del patrimonio artistico pubblico, che troppo spesso è lasciato in stato di degrado o affidato a interventi superficiali che non ne rispettano la complessità storica e culturale. Ora più che mai, si assiste a una crescente tendenza alla privatizzazione di spazi e beni pubblici, che invece di essere utilizzati per fini culturali e sociali, sono stati spesso destinati a fini privati o turistici, senza un ritorno reale per la collettività.

Ad esempio, la gestione del patrimonio museale a Siena ha visto l’affidamento a fondazioni o associazioni private, spesso a scapito di una maggiore inclusività e fruizione pubblica del patrimonio. Il decennale ritardo nelle opere di restauro e nella ristrutturazione dei principali musei e monumenti della città (come il Museo dell’Opera del Duomo e la Fortezza Medicea) dimostra l’incapacità dell’amministrazione di destinare risorse sufficienti alla cura e conservazione del patrimonio, lampante è l’accordo Patto Città di Siena che prevede il coinvolgere di privati sul bene pubblico e sulla gestione di quest’ultimo. L’affidamento a progetti di “restauro” a basso costo ha spesso compromesso l’integrità dei beni, danneggiando il valore artistico e storico delle opere”.

“Questo atteggiamento si contrappone all’esigenza di una gestione più responsabile e rispettosa come nel caso della gestione della Cattedrale di Siena. Per oltre 900 anni, la Cattedrale è stata amministrata dall’Opera della Metropolitana, un’istituzione trasformata nel tempo in una onlus. Recentemente, è stato deciso di affidare la gestione degli eventi culturali a un concessionario privato, includendo il trasferimento di 12 dipendenti”.

Conclude il vicepresidente di Italia Viva area senese, Piero Savorgnan: “Si esorta la sindaca Nicoletta Fabio ad avere più premura e sensibilità attraverso delle politiche che mirino maggiormente a preservare ed a rivalorizzare il bene culturale, che è un bene pubblico e di tutti”.

da https://sienafree.it/167668-italia-viva-basta-con-la-privatizzazione-della-cultura-a-siena

Dott. Piero Savorgnan vicepresidente Italiaviva area senese


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.